Fuggo, senza altro che il mio cuore intatto
Gianpiero De Tomi
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Mi chiudi la porta in faccia
ma la tua tristezza è legame
oscuro, bagnato di melma nera
inquietudine lasciva incute
quel timore che ti veste
e tu ti specchi come la domenica
con quell'abito della festa
la tua festa dei morti
mentre raccolgo orchidee nere
lascio quelle mura ossute
che tu hai disegnato per te
una petulante prigione di amaro
da cui io fuggo, senza altro
che il mio cuore intatto
che tu mai potrai toccare.
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L'autore
Gianpiero De Tomi
Commenti (2)
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Angela Fragiacomo3 settembre 2011
No, non potrà toccare un cuore intatto, lei, ritorta su se stessa, fra le sue petulanti mura, di ricatti e ritorni, in quel gioco perverso, tutto suo... da cui fuggire... intonsi... molto graffiante questa lirica che in modo incisivo descrive quel legame che s'arrampica come erba cattiva... e si nutre della sua stessa voce... senza nulla donare... stile e contenuto apprezzatissimi
Amara3 settembre 2011
...sarebbe davvero un bel testo... se ripulito un po' di aggettivi e da tutti quei 'che' nelle ultime due strofe... un testo direi... visivo e tattile...


