Il mio cuore

Forse le mie braccia hanno stretto troppo
e le gambe troppo hanno affrettato
o forse poco
...lascerò l'interrogativo sul tavolo di marmo
agli anestesisti
ai signori del bisturi
io ti sfido
lacera le mie carni
disperdi il mio sangue
prenditi la mia lealtà
un cenno
la mia mano sarà l'artefice della tua nemesi
ma
lascia stare il mio cuore
lui, non lo sopporto
la notte mi accingo alle nuvole
il vento ha ancora il tuo odore
le stelle, il tuo colore
ed il freddo mi invade
come veleno di vespa
ma non riesco a morire
allora maledico il costruttore
potevi farmi braccia più forti
gambe più veloci
ma il cuore!
ti sfido
esci
ch'io possa chiuderlo
non farvi più entrare la luce -
è solo una pompa meccanica
una maledetta pompa meccanica
©
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