Lettera ai poeti
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Belle le parole utilizzate e le metafore, anche se condivido poco il messaggio. Ho apprezzato questi versi "Che non sia un volo il vostro ma un salto, che la spinta delle gambe sia imprescindibile da voi stessi" e soprattutto anche il distico finale che "rivisita" una frase d'uso comune in modo originale. Ti direi che anche la forma mi piace poco, ma naturalmente, non t'interessa niente!
Non librarsi troppo al di sopra delle cose, ma riuscire a rimanere da esse a quella giusta distanza, che permetta di vederle con distacco e sufficientemente bene da poterle conoscere. Mi ha ricordato tanto Tagore, questa tua bella poesia.
"... che non sia un volo il vostro, ma un salto..." giusto, ma anche un tuffo, aggiungo... rilevante e notabile... anche se scrivere lettere ha un difetto: non arrivano mai "in tempo"...
