2.552 lettori online · 360.661 poesie · 7.571 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Riflessioni
Riflessioni 10 settembre 2011 · lettura 1 min · 2123 letture

Il dolore ripetuto (Furia n°3)

Maria Mele 214 poesie pubblicate
+ Segui
Nei funesti e fantastici elementi della mente ti perdi. Nulla d'improvviso si dissolve e tutt'intorno è fosco buio. In modo riprovevole cicatrizzano le piaghe abbandonate, ma tu sei ostinato nel ricordo del dolore.
♥ 0 💬 9
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

"L'uomo preferisce sempre ricordare il proprio dolore piuttosto che la felicità" (Dostoevskij)

L'autore
Maria Mele
Tutte le opere →

Commenti (9)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
In Venere veritas10 settembre 2011

più che altro è più facile. sicuramente il dolore non è rosa.

Giuseppe Boccanfuso10 settembre 2011

Perché il dolore è una ferita che cicatrizza lentamente. Letta e riletta con piacere.

Jade10 settembre 2011

la felicità può diventar dolore ed essere dimenticata facilmente, il dolore rimane dolore e non si dimentica. Come le altre apprezzata e condivisa.

P
Paolo Morganti10 settembre 2011

Parto da un insegnamento del mio Papà, mi diceva spicciolo spicciolo, fai del male e ricordatelo, fai del bene e scordatelo è una frase penso conosciutissima e io ho impostato tutta la mia vita su queste parole e debbo dire che il dolore atroce è impresso come eterna ferita sanguinante. L'autrice non nuova a poesie brillanti e convincenti come questa merita un 'applauso sentito da parte mie e moggio la sua poesia con un fiocco e segnalazione.

Rossi Alessio10 settembre 2011

Il dolore dura molto più della felicità...e se anche si cicatrizza, continua a tornare alla mente più dei ricordi felici... una poesia ben scritta, molto apprezzata, che conservo

Luigi Arcopinto10 settembre 2011

Probabilmente l'uomo preferisce ricordare il dolore piuttosto che la felicità, poiché è nella natura di noi esseri umani essere pervasi da uno stato di insofferenza che ci porta a desiderare sempre di più, quindi in definitiva l'uomo non può mai definirsi realmente appagato quindi, "felice". Così la felicità stessa diviene una realtà irraggiungibile, uno stereotipo che l'essere umano si ostina ad inseguire in una sorta di circolo vizioso senza uscita.

Raffaella Arcopinto10 settembre 2011

L'uomo è posto alla continua ricerca della felicità che è irraggiungibile, forse per questo non la ricorda, solo perché non è concepito per essere felice... Esistenza carogna! Lirica molto piaciuta, complimenti!

C

anche Osho ha scritto una massima simile alla tua poesia, complimenti apprezzatissima, notevole

Midesa10 settembre 2011

grandissima riflessione in una buona stesura... molto apprezzata