Mani nude, vuote di te
Maria Grazia Vai
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Torna a tacere anche il silenzio
stretto alla foglia più debole del tiglio
in attesa che il tramonto
unisca l'acqua al cielo, e l'aria al fiume
Credevo fossi sete alle tue labbra.
Il vento senza confini
Stupore, tenerezza,
il pane caldo dopo un temporale
Ed io
pensavo a te come si guarda il mare calmo
quando è sera
la pioggia dell'estate, la musica, le fragole
e più oltre ancora.
Volevo stare tra le radici della tua terra
Esserti foglia tra i passi del tuo tempo
imparando l'autunno
dai sospiri dei gabbiani
Seppi la gioia dei tuoi fiori sul mio vestito
Il verde dei miei prati nei tuoi occhi
e la tortura dell'inverno
nei tuoi respiri ciechi
in una notte senza veli
mentre urlavo il tuo silenzio dentro il mio
Mentre
torna a tacere il mio silenzio
in questo giorno senza ieri
che è la mia vita di sempre,
a mani vuote.
Nude di te.
©
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L'autore
Maria Grazia Vai
Commenti (1)
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Franca Donà astrofelia11 settembre 2011
versi di delicatezza infinita, storia di un amore tra fiori e rugiade di sguardi e mani... davvero bella.

