Concertante
Salvatore Messina
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Intono a labbra chiuse il mio concerto
La valle è muta coi martiri alla croce
Al suo cospetto un masso cade a valle
Di rabbia urlando veritiero è il mio pensiero
Tace il vento nell'angolo degli angeli inventati
Morente è il sasso ai piedi del mistero
Dalle amare pieghe sanguina di ghiaccio
Quel frammento rotolato a valle
Figlio perenne al grembo
Smaschera l'altare dei potenti
Atti carnali da consumare a tutte l'ore
Est preciso comandamento
O sia l'impalo o altrimenti all'erta
Degli anni usati si rivelano continue crociate
E porte spalancate dove s'accantona il sole
Coi tanti roghi in piazza come li vecchi tempi
Quale avvertimento al divenire delle stagioni
D'inizio secolo è storia annoverata
Padre barone or ora dimmi in quale croce
Ancora t'addormi o a buona ragione
Dalli coglioni imbocca altri sentieri
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Salvatore Messina
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