Poesia blasfema
Gianpiero De Tomi
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Tu chiudi quella porta
silenziose le ali spiegate
scendi i gradini le luci sante
e l'oscurità che porti, segue la traccia
suonando con limpide note
fin sull'inginocchiatoio del confessionale
e sottili viticci risalgono le tue gambe
ti lambiscono il ventre molle
stordiscono il tuo orgoglio
spengono le tue candele, con un soffio languido.
Sei allora come un legno nel mare
impregnato d'acqua non affondi, ma non galleggi
sempre sfiori la catastrofe nelle pupille
ma non puoi gioire e neppure piangere.
Il legno odora di nulla, l'incenso perenne
la fa da padrone e raccoglie pensieri.
E gli occhi nocciola sfregiati dalla grata
la voce innocente di labbra pulite
feriscono più del coltello nel cuore
ed ogni tua fede, vien meno nella notte
quando il profumo dell'istinto sfuggente
dischiude il segreto sospiro.
Per quanto ancora le tue mani
resteranno vuote d'amore?
©
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L'autore
Gianpiero De Tomi
Commenti (1)
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rosanna gazzaniga16 settembre 2011
Un rimprovero al mancato coraggio di vivere una vita fuori dalla banalità di un'anima che non è limpida e non è nera, galleggia semi- sommersa. Ma questo è il punto di vista di chi guarda, distante da pensieri e obiettivi che solo l'interessato conosce. Versi profondi, molto belli!

