Al bar della stazione
Giovanni Facchetti
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Dentro al bar della stazione
son mille i volti sconosciuti
a ognun la lor destinazione
o chissà da dove son venuti,
intorno a tutti l'indifferenza
che riempie i luoghi di passaggio
in giro sguardi di diffidenza
di chi teme qualche oltraggio,
tanti clienti con la valigia
da non lasciar incustodita
fuori fa freddo, giornata grigia
l'attesa del treno diventa infinita,
in un angolo con i suoi stracci
c'è un vecchietto un po' dimesso,
non avrà, da chi arriva, abbracci
nessun aspetta né mai né adesso,
lui si ripara da freddo e gelo,
bicchier di vino il suo presente
la sua casa ha per tetto il cielo
il suo futuro è fatto di niente,
tutti lo vedono e ognun lo sfugge
magari puzza ed è ammalato,
lui poverino certo si strugge
perché la vita l'ha maltrattato,
forse il calor che cerca nel vino
lo posso donare con un sorriso
non cambierò il suo destino
e per così poco non c'è paradiso,
con uno spicciolo a lui m'avvicino
non posso donare davvero molto
con dignità accenna un inchino,
gli scende una lacrima che riga il volto
vorrei abbracciarlo ma sono codardo
e dentro nel cuore una certa amarezza
riesco soltanto a donagli uno sguardo
un misto di impaccio e di tristezza
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L'autore
Giovanni Facchetti
Commenti (1)
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Rossi Alessio14 settembre 2011
Buona la metrica e anche se a parer mio qualche verso zoppica un po' mi è piaciuta veramente moltissimo per stesura e contenuto toccante. Complimenti, la conservo

