Prigione
Finestre dai vetri sporchi su un mondo grigio e vuoto.
chiuso qui dentro da chissà quanto tempo
e chissà per quanto tempo ancora.
Indosso la mia maschera sorridente
anche se ormai il laccio è rotto
e devo tenerla su con una mano.
Il tempo scorre all'indietro nella mia prigione
e io guardo all'esterno le anime
che passano ignorando la mia presenza.
Le sole che potrebbero salvarmi camminano verso me,
ma non fanno altro che allontanarsi.
Unico sollievo l'abbandonarsi ai ricordi
che come fuoco riscaldano il mio cuore
e consumano i miei arti.
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Commenti (1)
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E
Elisa Cordovani16 settembre 2011
molto forte e bella l'immagine della maschera da reggere di fronte al volto con la mano perche' il laccio si è rotto, rappresenta la stanchezza di vivere di tutti i carcerati, ognuno dei quali indossa una maschera e interpreta un ruolo per sopravvivere, complimenti all'autore!