Grappoli d'intenti
E' quella solita campana
nel suo cieco spiare,
un'innocua tomba a mano.
Più in là dei cavi
di versi elettrici eclettici
e cantano, parlano fermi.
La compassione delle streghe,
il male appeso al chiodo
che penzola dalle tende.
Eretico, sbatte il vento
per queste case
nel culto dei mimi perenni.
©
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L'autore
luigi88
Sono voce e volto (purtroppo) di una follia in ascesa continua...il resto chi vorrà, potrà leggerlo, ma senza troppa cura.....
Commenti (3)
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In Venere veritas18 settembre 2011
parli proprio di quello che penso, ben celato nelle tue metafore. vai avanti così gnaro.
E
Elisa Cordovani18 settembre 2011
molto apprezzata, scritta in modo egregio, fiocco e segnalazione!
Clara Gismondi19 settembre 2011
Questa poesia veramente vive di vita propria al di là del significato dove il significante assurge a valore simbolico... Segno e suono lì fanno da padrone senza nulla togliere al resto. Intensa e bella!


