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Introspezione 20 settembre 2011 · lettura 2 min · 2336 letture

Il ghigno di caronte

Gianluca Regondi 383 poesie pubblicate
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Potrei non ascoltare i dubbi di questa mano ancora una volta tremante e riporre il tormento in un cassetto ben nascosto fingendo una dimenticanza ormai rinsecchita (ma consolatoria), fingendo che tutti questi scalini di questa salita infinita siano già stati percorsi e riposare sulla riva di questa palude conversando con Caronte e il suo ghigno. Nelle stagioni della bontà esiste solo il diniego di essa e i poeti sanno solo comprendere queste radici che il silenzio conosce fin troppo bene. Immaginare che l'illusione sia solo il ronzino stanco di un vecchio acciaccato cavaliere disilluso o una partita a ramino con i propri maestri mai incontrati è solo un gioco per un sorriso è solo un attimo per non chiedere altri attimi, sperando che la palude non avanzi come tutti i deserti evitati. Potrei persino mascherare quel sapore amaro delle lacrime senza fine che sai batteranno il sentiero ormai noto del rimorso con il lamento di miele del destino avverso con il rumore nemico di una goffa e costruita indifferenza del tempo cinguettando delle ferite con il ghigno di Caronte. Ma noi poeti e non c'inarchiamo su questo cielo tra tramonti ed albe sempre selvagge e libere nel loro grido che ascoltiamo sempre in ritardo Noi stanchi esseri stanchi personaggi di un copione ripetuto e ritrito nei secoli di un tempo che non appartiene a nessuno se non a se stesso noi forse aspettiamo solo che vinca il ghigno di Caronte.
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"Orfeo piaceva alle muse, ma io piaccio tanto a Caronte." "Don Chisciotte aveva un cavallo spento." (Alda Merini)

L'autore
Gianluca Regondi

Gianluca Regondi è nato a Milano il 16/9/1959, da poco più di due anni ha trovato "il coraggio delle parole". Anche se scrive da sempre. Associa alle sue opere anche le sue fotografie (l’altra vera passione sempre tenuta sopita) PUBBLICAZIONI - "Giorni di panna: il Viaggio" - Rupe Mutevole Edizioni (2010) - "Ind

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Commenti (1)

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cocòveronicacroccia20 settembre 2011

Mai come oggi riesco a comprendere queste sensazioni così da vicino, la tua poesia è bellissima. Entra dentro. Ma il ghigno di Caronte a volte può anche perdere... bisogna solamente non avere paura di vivere. E smetterla di continuare a sopravvivere... rischiare anche quando ormai i cassetti sembrano chiusi a chiave e la chiave dispersa in mezzo a un deserto di emozioni.