Di passaggio
Fra i passi in disordine
in riva al lungocielo
cadevo inerme su palme
mosse, lì nuvole di cemento.
Parvenze estranee
disperate e colanti
giù per i vetri, nati dal respiro
e scomparse per strada.
La notte adottiva
di paesi indistinti nella benzina,
immersi in brume fumose.
E come nulla andavamo via,
i volti alla condensa,
i viali all'autunno,
io ancora per la mia solita via.
©
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L'autore
luigi88
Sono voce e volto (purtroppo) di una follia in ascesa continua...il resto chi vorrà, potrà leggerlo, ma senza troppa cura.....
Commenti (2)
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Clara Gismondi21 settembre 2011
Di passaggio è una poesia molto bella per le sensazioni che regala, le immagini stupende alle quali mi sono appesa ma anche per la sua ineluttabilità come nella vita che ci rende tutti estranei a noi stessi...
carla vercelli21 settembre 2011
Molto bella e apprezzata questa poesia in cui tutto è indistinto e fumoso, volatile tranne quella "solita via" che è inevitabile percorrere...


