Nasone
lucio lucentini
219 poesie pubblicate
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E c'è che quanno so arivato
co la fronte sudata dalla gran
calura de na passeggiata
nun hò trovato meglio
che beve l'acqua limpida
che sgorga dar nasone.
E mò che ce rifletto ad alta voce
ce stanno anche a provà perché
in giro se dice che presto li vogliano levà
o metterli a pagamento,
na specie de tassametro
per l'acqua che ora
chiameno civiltà.
"Ogni cosa prima o poi se paga nun lo sai
ma rispose senza faccia Pasquino. "
"Anche se li romani cianno
er privilegio della storia,
le fave er pecorino, la pajata
er vino, queste nun so aggratis
se deveno pagà.”
Ma statte zitto poeta senza faccia,
me sembra che c'hai perso la memoria
a furia de ascoltà sti pecoroni che
a li romani chiameno ladroni.
Li tuoi antenati l'hanno contruiti
gli acquedotti ed è per questo
che se so fatti vanto ar monno intero.
L'acqua è de tutti come religione,
na civirtà che se priva de li principi
nun po' mai ave na ben
che minima raggione,
pur anco li diritti
e deve sopportà.
©
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L'autore
lucio lucentini
Leggere è un piacere che arricchisce il pensiero, scrivere è la capacità di farlo rivivere e vedere ; l’invisibile mano che detta la mente, che componga o giri la ruota di un vecchio proiettore non fa differenza, la sala è buia e silenziosa per quando il film appare sullo schermo allo spettatore in attesa di far pa
Commenti (1)
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alessio carlini24 settembre 2011
simpatica, vera e amplia- mente riflessiva... il contesto dialettale, rende sicuramente la composizione più leggera, poiché contiene un ottimo contenuto che può ben assomigliare ad un dramma odierno verso i diritti dell'umanità intera! piaciutissima!

