Crimini d'amore
Arturo Vaccarielli
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Affligge e disidrata
così pazzo, così ingenuo
su per quella strada
Questa canzone è per te
accanto all'ebbrezza della prima notte
beviamo pure, perderemo le rotte
Trema sul prato l'animo mio
il sonno d'amore è un incubo
ti auguro buon viaggio
Sciogliersi tra i ghiacciai della noia
il tuo cammino si è arrestato
un deserto affligge questo cuore
Fantasticare è degno d'un poeta
la città è ricoperta d'immenso
su la vita è un lamento
L'età non tornerà a bagnare queste coste
dalla torre più alta l'amore soffierà
la tua forza si placa, in mare un dolce grido di caccia
Crimini d'amore troppo semplici
sei graziosa come un angelo
vivere ed essere un semplice affanno
Per te, solo per te
io non voglio ridere mai più
non m'illude più nulla
Dall'oziosa serenità
senza promessa
il tempo mastica questi versi
Ti odio in preda all'oblio
sempre angelico sarà il tuo sorriso
riconosci queste emozioni?
Amore il mondo è viziato
la fortuna è già passata
la voce s'è indurita
Al cielo turchino voglio dire
che il mio spazio è ben definito
il mio amore ben nascosto
Non chiederò mai la tua pietà
non cercherò mille diademi sopra il mare
non abbatterò il mio muro
Mio paradiso tempestoso
troppo è il silenzio che ci lega
Antica passione
ti distruggerò con la fantasia.
©
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L'autore
Arturo Vaccarielli
Commenti (1)
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Arcangelo Galante25 settembre 2011
"Fantasticare è degno d'un poeta..." e coloro che lo fanno, sanno cogliere ogni mistero racchiuso nei sogni della vita! Molto bello il tuo "sentire poetico". .

