Veduta
La vita veloce
fresca d'affanno, per le scale
il rimorso del primo piano.
Sbavature di tramonto
allungate, gli altri camminano
per strada, è solo gente.
I gomiti pigri si stampano
sul ferro, e freddo mi scuote
che in giù c'è l'attesa.
Si fonde e rimbomba
quell'andare di sguardi
su rocce che mi chiamano figlio.
Qui la notte è solo bavaglio
di un giorno qualunque
che in pace or dorme e tace.
©
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L'autore
luigi88
Sono voce e volto (purtroppo) di una follia in ascesa continua...il resto chi vorrà, potrà leggerlo, ma senza troppa cura.....
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