Al Nord dell'Eden

Vicino al mio mezzo secolo di vita, ho aperto il cassetto nascosto e riempito timidamente dal giorno in cui, diciassettenne, il mio compagno di scuola Emanuele, alla fine di una giornata di studio a casa sua, mi porse un libro rilegato, rigido e di azzurro dicendo: “Ho scritto alcune poesie, vorrei che le leggessi”.
Commenti (4)
Leggo questa lirica del D'Auria restando immediatamente colpito dall'abbinamento strumentale (bouzoki) che apre questa squisita danza in un Eden, suggerito nelle Omeriche Cicladi. Di questo testo sottolineo la gentilezza di metafore ricercate, che nell'abile descrizione del paesaggio mediterraneo donano la squisitezza dell'abbraccio. I giardini di pietra (geniale) si pongono agli occhi dell'attore come oggetto di desiderio e anelito di raggiungimento. Le policromie lievi dello scenario donano serenità e pace in un manifestarsi che (lava incandescente) trascina e avvolge. Chiudo questo mio commento con un grazie per questa colta e piacevole lettura.
partita e ritornata... sempre nel sogno dell'eden abbandonata... ma che bellaaa grazie
Bellissime immagini di luoghi ed essenze che ammaliano, per trasportare in una dimensione, quasi irreale, per la sua intensità Versi graditi e piaciuti
beh... all'incontro non ero riuscito ad ascoltarla bene... ero distante dalla narratrice... finalmente la leggo ... devo dire che sono fortemete compiaciuto che questo testo abbia vinto il concorso, L'autore ha ben individuato con i suoi elegantissimi versi il tema trattato... mi colpisce molto e mi lascia sincerissima ammirazione!



