Speranza
Renato Benetti
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Chiusa in una gabbia
impercettibile granello di sabbia
ali spezzate e il cuore infranto
da chilometri si sentiva il suo pianto.
Prima era libera adesso non più
catene la appesantivano
così lunghe che mai finivano.
Io dico prendi il volo speranza
in questo mondo non sei mai abbastanza
ci servi perché in te il futuro vediamo
sei la luce che da sempre aspettiamo.
Rompi la porta della tua cella
le nuvole saran la tua sella
il cielo il cavallo che ti porterà
nell'anima di colui che in te crederà.
©
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L'autore
Renato Benetti
Mi ispiro a Canola, la dea irlandese dell'arpa, che dolcemente tiene vicino a sè e accorda i tendini che muovono la mia mano; le mie dita sono come corde dello strumento, si muovono a ritmo sul foglio per scrivere una sinfonia di suoni ed emozioni.
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