La luna dietro l'angolo
Ferny Max Curzio
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Se appena guardo al mio passato
trovo il tuo viso e un cuore solitario.
Una Lei, che mi somigliava tanto
per il suo modo di schivare il mondo.
Al tempo stesso t'interessavi di scienza,
di sbarchi sulla Luna, di fantascienza.
Il millenovecentosessantanove aveva
svoltato l'angolo e ne parlavi rapita...
Armstrong, l'Apollo e le varie scoperte
erano come stelle al buio della notte.
Avevi il tuo sorriso e la gioia di vivere,
nonostante quanto ti fosse già mancato.
Io forse non capii, mio primo amore,
la grandezza del tuo dono appassionato.
Tu ti impegnavi tutta in quel rapporto
mentre io cercavo solo le emozioni,
che tu mi davi senza risparmiarti,
nel piacere, e poi anche nel dolore...
perché quando ti chiudevi e mi cacciavi
io ti riafferravo, zattera fra i marosi.
E in te recuperavo me stesso, il godimento,
la ragione del vivere, la fine d'un tormento.
Non conta il tempo, ma il ricordo è vivo,
sempre, di quell'amore antico, il primo...
cui forse il cuore non ha mai rinunciato,
e solo di tanto in tanto il pensiero
distratto ritorna sui ricordi e un nome
è sussurrato ancora, come una magia.
Dove sei tu, mio sfortunato amore,
dopo tutti questi anni già passati,
mi hai più pensato, Gabriella mia,
o poi del tutto mi hai dimenticato?
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L'autore
Ferny Max Curzio
Commenti (3)
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Zima11 novembre 2006
un nome come una magia, che solo sussurrato a distanza di anni fa ancor tremare il cuore!
F
Feiben11 novembre 2006
Molto bella, quanti ricordi... Il finale lascia un interrogativo, un dubbio più che lecito. Perché in fondo, nessuno vuol essere dimenticato.
K
Kate19 novembre 2006
è di una bellezza straordinaria, storia passata ma non i sentimenti che sono vivi e presenti nei tuoi meravigliosi versi. bellissima

