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Impressioni 29 settembre 2011 · lettura 2 min · 2557 letture

Era il rumore di tacchi correndo

Barbara Golini 817 poesie pubblicate
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all'imbrunire giovane d'un sentiero fangoso odor d'inchiostro e legno come steccati antichi apparivano in lontananza puntini di luce in umido intanto si stringe nel suo collo di pelliccia l'inverno è tornato e si fa duro, l'aria soffoca dal gelo le gambe diventano pesanti e nella fretta non ci si accorge mentre il cane del vicino abbaia in solitudine e una bici semivuota sfiletta nell'ombra accadeva così che dimenticammo d'esser soli come percepire ancora quel rumore così familiare del femminile tocco solo uno schiocco arricciamo il naso allo starnuto dicevano esserti perduta tra le pieghe dell'animo tuo intanto al rossore delle mani non trovavi rimedio penetrante l'odore misto ad aglio che qualcuno cucini? nel tuo animo solo un desiderio ma esso non si manifestò apristi quel cancello ormai stanco girandoti di spalle salisti quei tre scalini che ti separavano dal tuo per quanto il gelo te lo permettesse era il camino che non s'accendeva sfregando le mani scopristi la magia d'un ricordo, d'un sapore, d'un odore cos'altro è la memoria se non l'accozzaglia di tutto ciò? ti domandasti
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L'autore
Barbara Golini

Sinceramente a me non serve proprio nulla, se non il mio animo (M.Cvetaeva) Grazie. Barbara ....non ho mai iniziato, né mai finito.......

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Commenti (2)

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Aldo Bilato29 settembre 2011

la memoria, spesso, ha più da raccontare che il presente è come guardare un bel prato fiorito dall'alto, da lontano... dell'accozzaglia dei colori e delle forme te ne accorgi, quando ci sei immersa dentro, non quando l'insieme e l'armonia dell'immaginario che giunge al tuo percepire, te lo fa sognare...

Clara Gismondi30 settembre 2011

Bellissima poesia che amo leggere senza commentare... bella nel suo raccontarsi... e nell'emozionarmi!