Ciambella senza buco

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Mi sento immersa e completamente nella "melma"di una giornata grigia e viscida, dove i pensieri si accartocciano e il corpo li segue costretto. Noia, rabbia, voglia di sparire, annientare e annientarsi. Un film, un racconto, una splendida Poesia!
la solitudine, la delusione, la monotonia di un giorno grigio, non sono buone farine, insipidi lieviti non fermentano la ciambella del sereno vivere, complimenti, fiocco
Ho letto tutto d'un fiato questa introspezione, che credo coinvolge chiunque si sente immersi nell'ansia, credo saperne qualcosa, perciò che dire senon condividere con ramarico il sentirsi anientati da incubi... molto sentita e direi che non navrei saputo scrivere con tanta maestria lo stato d'animo di chi vive di solitudine e di depressioni...
tanti sono i fori, ma la cosa che più mi fa inc... e che manca la ciambella semmai... ci sono giorni che veramente mi verrebbe voglia di entrare in coma sul letto, e svegliarmi il giorno dopo ... magari con sintomi di nuova natura... bella la lirica ... bello il messaggio
Ben riuscito esercizio letterario... il lottar contro se stessi ...il ribollir dei sensi... pensieri... paure... agitazione della mente... lo scatenarsi di una tempesta interna... l'io che vuole rivoltar se stesso ... l'impotenza contro questo cataclisma... il Poeta ne rimane fermo disteso annichilito... l'impotenza domina... vince...
Una solitudine che rimesta dentro, mani che agguantano viscere e le stringono ... Un male oscuro che lentamente divora e nebbia ... oblio ... Lirica sentita ... Fiocco ...
Mi sembra di capire che siamo in buona compagnia... Giornate o periodi in cui prendono il sopravvento sensazioni laceranti quali ansie, paure, depressioni, le abbiamo passate un po' tutti, è la stessa natura umana che, imperfetta, a volte ci trascina giù... ma poi si risale, per fortuna. Tutto questo è descritto in modo mirabile nella lirica, che trasmette efficacemente quel disastroso sentire. La infiocchetto!
non sempre è, oro quel che luce e sentirci annientati per quel che si crede che ci procuri abbaglio, e un rammarico e di solitudine il lievito non fermenta... e tra noia e rabbia... si esprime in ciambella che non è bella... MOLTO SENTITA VERAMENTE FANTASTICA... COMPLIMENTI
Davvero magistrale quest'opera, una potenza evocativa in una ricchezza lessicale che non temo a dirlo, distingue l'Autore... indubbiamente... così alla lettura ci si trova imbrigliati e avvolti in quel groviglio di pensieri ribelli e funesti... che come matassa che non si dipana, talvolta ci catturano la mente... rendendo, pare, ogni sforzo intellettivo e fisico, vano... sino a rimanerne esausti... giornate amare... che forse han lo scopo di metter nuovo fuoco sul braciere... davvero piaciutissima! Me la prendo porto via e segnalo per una letture senz'altro costruttiva
ognuno di noi ha passato, sta passando, passerà le forche caudine dei sentimenti negativi che il poe rivolge a sè stesso senza trovar risposte, ma abbandonandosi e rinfocolando la rabbia che porta in sé per tale stato. Fermiamoci ogni tanto e proviamo ad analizzare i ns scontenti pur se empiricamente e forse autoironicamente troveremmo un risvolto che nascondiamo anche a noi stessi. Versi potenti e sinceramente apprezzati. Un plauso
Una lirica che, per espressività, stile, lessico e metrica oltre al contenuto considero un ode alle giornate in monocolore. Giornate in cui non ci si riconosce. Le capacità di valutazione, essendo inquinate da questo malessere generalizzato, vengono alterate. Lo stato d'animo in grigio- nero, pone gli avvenimenti che c'accadono, seppur nella norma, nell'oscurità . Dovremmo rammentare che in certe giornate o periodi, noi vediamo le cose come siamo noi, non come nella realtà, sono. Il tutto è più facile a dirsi che a farsi... comprendo benissimo. Molto apprezzata.








