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Uomini 30 settembre 2011 · lettura 1 min · 2309 letture

Ascoltami Dio

omissam 412 poesie pubblicate
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Dio, mastodontico e crudele, ascolta le mie grida sorde fa un fascio dei miei sberleffi marziani donami requie da coccolare. Dio, superbo ed occulto, rispondi ai miei perché allucinati alle movenze alluvionate alle azioni decapitate. Sii ingenuamente clemente smussa i miei ottusi leviga le mie anime ornamenta le mie ansietudini da tuareg sdesertato... rendi visibili i miei peccati, ignobilinnominabili, fanne recinto alle mie titubanze monito alle mie incombenze. Dio, abile deviatore, organizza visite guidate ai miei disimpegni masterizza le lacune enciclopediche sodomizza le paure insospettabili. Dio, astuto soffiatore, indirizza il mio sgomento nel cercarti verso un plausibile accomodamento affinché le mie ragioni siano schiacciate dalle Tue... Dio, silente interlocutore, abbandona il prudenziale riserbo urlami perché esisto... sommo arcano, toglimi da questo limbo...
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L'autore
omissam

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro

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Commenti (10)

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In Venere veritas30 settembre 2011

è quasi commovente il numero di quanti si dicono atei e poi si rivelano più religiosi dei religiosi... che domande se ne fanno... che tu te ne fai... consciamente scosciato, non credo risponderà.

R
Rita Verrocchio30 settembre 2011

Versi scioccanti. Dio ti ascolta e come... ma quando lo definisci superbo occulto astuto crudele, sei sicuro di parlare di Lui, che è AMORE, e non di altri mefistofelici esseri? .

Aldo Bilato30 settembre 2011

questo componimento, lo percepisco come un dialogo con il proprio specchio... è chiaramente la mia interpretazione ed il mio agnostico essere, che così s'esprime... però, la chiusa, in qualche modo mi conforta...

EnzoL30 settembre 2011

c'è sempre troppo silenzio dalle sfere alte... se ci sono sicuro sono indaffarate a far altro... credo... visto le storture... bella la lirica, bello il messaggio, ma credo che ci rotoleremo per molto ma molto nel fango dello stige...

Barbara Golini30 settembre 2011

un dialogo- monologo, una richiesta di ciò che noi sappiamo già dove sia nascosto, non è la ricerca e la sua conclusione, ma il coraggio che non vogliamo vedere, in quegli attimi ci rivolgiamo a Dio come a noi stessi e ne preghiamo il dono della forza. Mi è piaciuta moltissimo!

Angela Fragiacomo1 ottobre 2011

passionale ed appassionata... lirica intensa come l'urlo d'un figlio, che voglia dal padre, seppur quasi sfidandolo e sbeffeggiandolo, un'indicazione, una, una sola o un'ultima indicazione per la via... poiché troppa oscurità incombe... e la confusione ha coperto la Sua voce... Davvero toccante, seppur sempre in uno stile dissacrante e forse proprio per questo ancor più vera, questa poesia induce ancora a riflettere... ed infine cos'è poesia... se non un invito, a guardare dentro sé...?... Ho apprezzato moltissimo, segnalo, merita

Fiammetta Campione1 ottobre 2011

Appassionate e appassionanti, queste parole, le parole di chi una domanda su tutte si pone: perché esisto? e poi: fatti conoscere, fatti capire. Questo Dio potrebbe essere interpretato variamente, non entro nel merito, ma molto spesso si sente il desiderio, parlo soprattutto per me, di affidare se stessi, di abbandonarsi fiduciosi, di riposarsi, finalmente.

Versi duri, d'impatto, che riescono a mettere a nudo quella parte dell'animo umano, fatto di debolezze, di fragilità. E' in quei frangenti che, a volte, consapevoli della nostra impotenza, ci rivolgiamo, non sempre in modo consono, anzi, apparentemente anche irriverente, a Colui che dovrebbe dare le risposte che cerchiamo. Anche così, però, può essere il grido di chi comprende le proprie debolezze, le proprie fragilità ed è proprio quel grido che diviene umile supplica... nel chiedere risposte ai propri perché, ai propri dubbi, alle proprie sofferenze. Apprezzata, così ho voluto leggerla.

h
hy ju1 ottobre 2011

Da questo limbo ci toglie, da quest'ontologica inquietudine... ci toglie. Ci lascia le spoglie... e ci toglie, con il resto, anche le doglie, mentre ci coglie nelle più insane inconfessabili voglie... infine... come padre, ci accoglie e -ormai senza rima- ...Ci assolve...

DonnaFPgreeneyed2 ottobre 2011

Quando le risposte non arrivano, quando, per quanto si faccia ci si trova al punto di partenza con un pugno di mosche in mano, ci si rivolge a Lui, nelle sue svariate sembianze, con passione, con rabbia, irriverenti per certi versi ma, molto appassionati e credenti in Lui' in quel momento... checchesenedica. Domande esistenziali a iosa, di tutto e di più sino a desiderare di essere al Suo cospetto per la ' resa dei conti' con la presunzione di essere in credito. Come ti capisco... Condivido in toto.