Ascoltami Dio

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro
Commenti (10)
è quasi commovente il numero di quanti si dicono atei e poi si rivelano più religiosi dei religiosi... che domande se ne fanno... che tu te ne fai... consciamente scosciato, non credo risponderà.
Versi scioccanti. Dio ti ascolta e come... ma quando lo definisci superbo occulto astuto crudele, sei sicuro di parlare di Lui, che è AMORE, e non di altri mefistofelici esseri? .
questo componimento, lo percepisco come un dialogo con il proprio specchio... è chiaramente la mia interpretazione ed il mio agnostico essere, che così s'esprime... però, la chiusa, in qualche modo mi conforta...
c'è sempre troppo silenzio dalle sfere alte... se ci sono sicuro sono indaffarate a far altro... credo... visto le storture... bella la lirica, bello il messaggio, ma credo che ci rotoleremo per molto ma molto nel fango dello stige...
un dialogo- monologo, una richiesta di ciò che noi sappiamo già dove sia nascosto, non è la ricerca e la sua conclusione, ma il coraggio che non vogliamo vedere, in quegli attimi ci rivolgiamo a Dio come a noi stessi e ne preghiamo il dono della forza. Mi è piaciuta moltissimo!
passionale ed appassionata... lirica intensa come l'urlo d'un figlio, che voglia dal padre, seppur quasi sfidandolo e sbeffeggiandolo, un'indicazione, una, una sola o un'ultima indicazione per la via... poiché troppa oscurità incombe... e la confusione ha coperto la Sua voce... Davvero toccante, seppur sempre in uno stile dissacrante e forse proprio per questo ancor più vera, questa poesia induce ancora a riflettere... ed infine cos'è poesia... se non un invito, a guardare dentro sé...?... Ho apprezzato moltissimo, segnalo, merita
Appassionate e appassionanti, queste parole, le parole di chi una domanda su tutte si pone: perché esisto? e poi: fatti conoscere, fatti capire. Questo Dio potrebbe essere interpretato variamente, non entro nel merito, ma molto spesso si sente il desiderio, parlo soprattutto per me, di affidare se stessi, di abbandonarsi fiduciosi, di riposarsi, finalmente.
Versi duri, d'impatto, che riescono a mettere a nudo quella parte dell'animo umano, fatto di debolezze, di fragilità. E' in quei frangenti che, a volte, consapevoli della nostra impotenza, ci rivolgiamo, non sempre in modo consono, anzi, apparentemente anche irriverente, a Colui che dovrebbe dare le risposte che cerchiamo. Anche così, però, può essere il grido di chi comprende le proprie debolezze, le proprie fragilità ed è proprio quel grido che diviene umile supplica... nel chiedere risposte ai propri perché, ai propri dubbi, alle proprie sofferenze. Apprezzata, così ho voluto leggerla.
Da questo limbo ci toglie, da quest'ontologica inquietudine... ci toglie. Ci lascia le spoglie... e ci toglie, con il resto, anche le doglie, mentre ci coglie nelle più insane inconfessabili voglie... infine... come padre, ci accoglie e -ormai senza rima- ...Ci assolve...
Quando le risposte non arrivano, quando, per quanto si faccia ci si trova al punto di partenza con un pugno di mosche in mano, ci si rivolge a Lui, nelle sue svariate sembianze, con passione, con rabbia, irriverenti per certi versi ma, molto appassionati e credenti in Lui' in quel momento... checchesenedica. Domande esistenziali a iosa, di tutto e di più sino a desiderare di essere al Suo cospetto per la ' resa dei conti' con la presunzione di essere in credito. Come ti capisco... Condivido in toto.








