La scuola di allora

Giorni di libero felice vivere dove grembiule nero e banchi legnosi,
accoglievano fedeli esseri impauriti.
Fiocco bianco o blu sotto al colletto,
ornava volti impauriti prostrati al mistero dei grandi.
Giganti che giudicano or ora, non sono i maestri di allora!
Che gioia, quel pozzo nero dove intingere,
per raccontare, sperando di non macchiare.
Come lenzuoli stesi al sole quei magici fogli
timidamente a cartelloni paragonati,
erano giudici severi che senza indugiare
non perdonavano un accento o altro esitare.
Il maestro ferito da tanto timore,
confortava con riservato amore.
Lezioni di vita e di comportamento,
per aiutarci a capire che per raccogliere devi investire.
Al mattino tra i banchi a ragionare,
dopo pranzo tra i filari a vendemmiare.
E' così... come il mosto si trasformava in vino,
l'uomo cresceva dal cuore di ogni bambino.
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