Autunno
Antonio Blunda
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Sul vetro irriflesso della porta
c'è un deposito d'autunno
ch'avrei volentieri bruciato.
Una manna d'insetti
dorme così bene nei portacenere,
sopra i fichi giacenti morti
con la polpa misericordiosa
in precipizi vitali di bianco sangue.
Con quei frutti che fanno memoria
che fanno scritte di vento
la mia casa s'è fatta uno spigolo di pace
quella pace non la sapevo più da un pezzo
e tu guarda invece
Nello spigolo c'era ancora uno spicciolo amaro
la nebbia del riso che ho bruciato
Si faceva un deposito di foglie d'autunno
calpestate da ragazzo
con questa vecchiaia d'indovini
tra qualche giorno sarò un funerale in cammino
e forse
dormirò.
©
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L'autore
Antonio Blunda
Sono nato ad Erice nel 1972, ed ho iniziato a scrivere più o meno a 7 anni. Il ricordo che ho della prima poesia visiva che ho percepito era una foglia bagnata, durante una mattinata di pioggia, prima di entrare a scuola. Gli studi classici mi hanno fatto amare molto di più la poesia e la narrativa. Faccio l'avvocato a
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