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Erotismo 2 ottobre 2011 · lettura 2 min · 9604 letture

Leggera, come la febbre, la pioggia

Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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Perché dici che fu solo un segreto. Perché giustizi sulle mie labbra tutti i tuoi baci. Perché lanci parole senza ferirti le mani. E a volte hai paura di guardare la mia bocca, e i sussurri che serrano i denti, come quel bacio, una sera addormentato -più per l'alcool-, sul divano, come un gatto fradicio dalla pioggia malconcio. Che sia solo un segreto allora, il posar le mani sulle tue dita per coprirti poi le ciglia, per sferrarti ingenui capricci e rapirti via, rapinarti tutti gli incubi. Sgattaiolare via, prima che si aprano tutte le porte, tutte le persiane, prima che la notte venga raggiunta dal sole, per portar nella mano un solo cenno, una lettera detta –farfugliando- nella notte, anche solo "un ti amo immaginario" mentre le coperte le rimboccavo, e ti guardavo i piedi, quegli stivali neri e di finta pelle, mezzi lacerati –come i miei occhi- e mezzi intatti –come i momenti-. Un inconsapevole bacio sulla fronte, per dirti senza voce il posar la pelle sui jeans, e l'attrito dei polpastrelli raggrinziti sui polsini e la camicia umida. Un tender la schiena sulla superficie per sentir la febbre, o il tremolio delle palpebre e infine accoccolarmi lì, nell'angolo, solo per l'odore della pioggia posata silenziosa sulle tue guance, lungo la gola, e il contorno rosa dei margini e i lineamenti che socchiudono i cigolii tra le comete e il loro spegnersi tra le ombre, e i loro capelli.
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Commenti (1)

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Hermetic Lunacy4 ottobre 2011

soffici e delicati, versi leggeri che dolcemente rimboccano di poesia le pupille