Va divagando la memoria
Barbara Golini
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è l'agilità delle gambe quella che m'abbandona stasera
mentre la lentezza del tempo centellesima ogni mia battuta
attendo all'infinito che la goccia si decida a tuffarsi nel vuoto
del primo timore solo un ricordo lontano
ricordo quegli odori soffusi e insistenti
il fango alle caviglie vasi di te aromatico
era la terracotta che mi riempiva il dintorno
la meraviglia in un attimo si distese sotto le ciglia
nella notte buia scorro i passi e li sgranello
nel silenzio infinito di questo mondo
di là nemmeno un nemico solo tanto sordo silenzio
il manto copre le membra altezza ginocchio
avrei preferito la zuppa di funghi
piuttostoché quella brodaglia di riso scotto
saranno i lillà a ricoprire le strade
il giorno del rientro
intanto m'accheto semiseduto sul sasso più alto
chissà se un giorno ci ricorderanno
se si avvertiranno ancora nell'aria
i passi lunghi del vigilare
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L'autore
Barbara Golini
Sinceramente a me non serve proprio nulla, se non il mio animo (M.Cvetaeva) Grazie. Barbara ....non ho mai iniziato, né mai finito.......
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