Ottobre

Antichi anni si snodano
tra rughe di campi spogli
in questa mia stagione
avara d'avvenire.
Ottobre invece viene,
placido e dormiente
tra zolle rivoltate
incontro al suo futuro
contando dopo sosta
su sicur risveglio.
Tra abbandonati campi
s'acquetano gli affanni,
posano sotto i barchi
gli attrezzi di lavoro,
pungente si fa l'aria
e s'infiltra sotto pelle
rabbrividendo l’animo.
Calano sulle piane
brume di stantio
si assopisce il dì,
in luci opalescenti
si cambia e mette a nudo,
si spoglia e s'addormenta
offrendo se, in tappeti
d’abbandonato mesto.
Che malinconia
quel crepitio di passi
su accartocciate foglie
tra alberi avvizziti.
Nulla più mi invoglia
niente più mi sveglia.
©
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Commenti (2)
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alessio carlini3 ottobre 2011
una lirica che prende per mani il lettore e lo accompagna tra la natura che l'autore assimila in se, restituendola sempre con natura poetica malinconica e soave... molto molto apprezzata
C
Citarei Loretta Margherita3 ottobre 2011
bellissime descrizioni del paesaggio autunnale accompagnate da preziose riflessioni, complimenti, apprezzatissima

