Non sono stato io

Sono una donna di mare e di treni, in perenne movimento come la risacca, e come un treno sono sempre in viaggio verso la meta del cuore. Sono nata il 27 giugno, in piena estate ed estate mi sento, con i suoi colori sgargianti ed i suoi contrasti. Amo scrivere, "scrivere per raccontarla", la Vita, le emozioni, i sogni,
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Una serie di bei versi in cui la sensibilità dell'autrice si fa notare per le marcate osservazioni, da prendere in considerazione nei conflitti bellici, purtroppo ancora all'ordine del giorno... Poesia molto apprezzata
Molto bella, scatena forti emozioni che struggono l'anima. Da leggere e rileggere e... da conservare. Complimenti, sei davvero grande nel tuo stile.
"Rivisitazione" del testo del cantautore pugliese Caparezza dal titiolo "Non siete stato voi" (ultimo album "Il sogno eretico" del 2011) con qualche variazione, ma il concetto è quello, e la poesia dovrebbe essere invece originalità. Comunque il testo di Caparezza, pur con tutti i "distinguo" possibili, lo trovo assai migliore di questa poesia che tenta di ricalcarne il motivo. Non se ne abbia a male l'autrice, però la forza di una poesia risiede esclusivalmente nella personalità del pensiero. Si può anche riprendere un concetto già da altri espresso, ma bisogna, in tal caso, avere l'accortezza di dirlo nella nota, e non farlo scoprire direttamente dal lettore. Comunque, di per sè, se non presentasse tale difetto, la poesia è buona.
Non ci sono né vinti... nè vincitori... in questa assurda invenzione dell'uomo... la sua malsana ragione della guerra come unica risorsa si pace... quella sua arrogante decisione di poter decidere sulla vita e la morte... Di grande impatto quella chiusa... Molto apprezzata nei passaggi...
Piaciuta per stile e contenuto la guerra sempre la guerra sempre vittime e sangue la parolina P A C E non è conosciuta profonda e bella
la provocazione c'è, solo quando viene accolta... alcuni ce l'hanno nel dna...(affetti sicuramente da un'aberrazione, di qualche cromosoma ancor sconosciuto) ... Caparezza, invece, l'ho conosciuto... e se leggesse questa lirica si farebbe una gran risata di approvazione... ma tant'è cara coccodè...bisogna saper incassare... la poesia, non mi fa difetto... ed è buona, molto buona!...
Una supplica dettata dal pentimento di un uomo che in punto di morte prega il suo dio cercando di giustificare le sue gesta. La Barone con tinte forti narra di un attore che ripercorre le proprie recenti gesta, coonestando il suo fare nell'obbligo dell'obbidienza. Non sono stato io (eppure ne sono stato strumento) non lo ho deciso io ma lo ho fatto... e ora che la vita mi sta lasciando comprendo d'essere stato artefice del male, in quanto pensante e libero di decidere dell'altrui vita... quasi mi fossi sentito un dio, prima di sprofondare col volto nel fango. Abbraccio e condivido la tematica del narrato, del quale apprezzo la scorrevolezza e la forza delle parole, sino alla significativa e prepotente chiusa
un testo che merita... profondo vibra nel suo dolore... questa atrocità rivista dagli occhi di un uomo che chiede perdono... mi ha toccato profondamente e faccio i miei sentiti complimenti al talento di questa autrice... immedesimarsi cosi bene in un fatto cruento non è cosa semplice... anzi...
Di sicuro il pensiero di una persona non ha bisogno di "copiare" per essere se stesso. Non riesco a capire come si faccia a non capire che nello stesso istante, nel mondo, è possibile che un concetto venga detto esattamente alla stessa maniera senza però poter dire di aver copiato nulla. Rido delle persone che sono così ingenue a pensare d'aver inventato qualcosa che non esiste già... Cosa invece dire della tua poesia? Io direi principalmente che arricchisce chi legge e trasporta per le emozioni che sa far provare! Bellissima sotto ogni punto di vista!







