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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Patrizia Ensoli
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Introspezione 3 ottobre 2011 · lettura 1 min · 3673 letture

E se mai quel grano di pazzia, fosse di geni ereditata?

Patrizia Ensoli 1223 poesie pubblicate
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Sosto tra l’inferriata e il cielo nei pensieri che s’arruffano come s’arruffano i pazzi in libertà. Ed è un fiorir di stelle, sul mantello nero della notte scomponendo la materia in soffio fango e spirito argilla e idea. Un ruscellato d’ombre nell’iride svestita, d’umana debolezza ma non v’è assenso. In plantari stanchi follia o ragione origine di vita Soggiorno.
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L'autore
Patrizia Ensoli

Solo una donna, nient’altro

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Commenti (7)

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S
Sadness3 ottobre 2011

Particolare questa considerazione che l'autrice fa stilando questi corposi versi, considerazioni che ci si trova spesso a fare magari quando i risultati nella controparte, in terzi, non sono quelli che ci aspettavamo ... .autrice molto apprezzata

Silvia De Angelis3 ottobre 2011

Un poetare intenso, posato su particolari riflessioni, in cui attendere la dovuta attenzione per perdersi in pensieri profondi... Poesia molto apprezzata per lo stile e il contenuto

EnzoL3 ottobre 2011

intensa e sagace questa poesia... spesso tutto quello che sfugge alla norma si etichetta, non a caso tanti Geni sono stati etichettati come folli... l'uomo purtroppo limitativo tende a vivere in branco... molto molto bella, la ritmica dei versi e la chiusa con un unico verso... ps: azzeccata anche la musica che da al tutto una certa frenesia!

V
Vincenzo Iannarilli3 ottobre 2011

Fino in fondo con consapevolezza e tante belle sfumature. Bella.

Idalgo Visconti3 ottobre 2011

Verseggiare che fà uso di un'elegante metafora... Tecnicamente ineccepibile... Brava come sempre...

Maria Rosa Cugudda4 ottobre 2011

versi che colpiscono per la tematica e per l'eleganza dei versi!

Berta Biagini16 giugno 2015

Non è facile entrare nella mente umana, ma di sicuro non dobbiamo lasciarci intimorire da un punto interrogativo che (come si suol dire) non ha né arte né parte – proseguire il nostro cammino è un diritto da non far sfuggire, qualunque sia il traguardo imposto – liberandoci da pregiudizi che fanno solo del male e con i quali è bene combattere sino all’estremo. Santi geni che ritornano ad oltranza, quasi un voler scaricare quello che rode dentro. Purtroppo il diverso ha sempre fatto paura – essere forti non è semplice.