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Sociale 4 ottobre 2011 · lettura 2 min · 1061 letture

Vento da Sud

La maschera di cartone 53 poesie pubblicate
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Faccetta nera muove dal deserto al continente. Un esercito di mare, sopra legni di fortuna, zappa rotte con i remi, solca piano il suo cammino. Portano in dote il sogno di un boccone, di un respiro, un aquilone. Sono qui per ricordarci quello che eravamo, figli di un presente che Sta indietro, figli di quel vento che viene da sud. Eppur non siamo noi diversi, sono loro i nostri avi, respiriamo lo stesso secondo, seppur ad altezze diverse. Portano in dote Dante, Ulisse, perché sui loro volti C'è scritta la storia, c'è il coraggio di restare orfani di patria. Sono qui per zappare i nostri campi, raccogliere le nostre elemosine, vengono ad essere i nostri figli, a filtrare i nostri sensi di colpa, conservano i tratti dei nostri nonni, santi, briganti, navigatori. Dentro gli occhi hanno il domani, il leone e la giraffa, l'arida luce del deserto, l'umida foresta, l'acre profumo del mare fino ad allora mai visto; sono Sud, eppure hanno il cuore all'Equatore, centro del mondo; soffiano forte dentro lo Scirocco, vento che scuote le nostre flebili meningi. Ancora il remo affonda, nell'immenso giaciglio del deserto marino. La rotta è sempre quella, il sogno è peccatore, perché La notte non fa dormire. Dorme il giorno, e dorme ancora, finché approdo è Dentro l'orizzonte. Grida Colombo: Terra! Quanta gioia nell'Italia, nel suo nome così soave. Dentro il mondo li aspetta una gabbia, un giaciglio nel nostro zoo, un ristoro senza casa, dentro un circo, senza patrie.
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L'autore
La maschera di cartone

"Non è vero, dolore, io ti conosco, tu sei nostalgia di vita buona e solitudine di cuore oscuro, di nave senza naufragio o rotta. Come cane abbandonato che non ha traccia nè olfatto e vaga per le strade, senza una meta, come il bimbo che la notte di una festa si perde tra la gente e l'aria polverosa e le ca

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