Dentro, nella mia mente da bambino
Giorgia Spurio
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Ed ho un mondo, dentro nella mente,
-nella mia mente da bambino-,
e devo combattere mostri,
e devo pescare i mesi da una bottiglia,
e liberare l'Ottobre.
Ed ho un altro bimbo, -dentro-
-nella mia mente da bambino-,
e devo sopportarlo,
amarlo e poi odiarlo,
parlargli, e regalarmi.
Il sole s'appende al cielo,
come un disegno senza cerchi
ricco di giallo e di pastelli,
di colori a cera per le mani.
Apro la giacca sopra alle mie braccia,
e corro –volo-
e grido –sorrido-,
"Mamma, guarda, guido un aeroplano."
Perché mi dicono che non son buono?
Ed io non li ascolto,
io non li voglio,
io rubo –tanto- moscerini d'oro
e li metto in tasca,
o in un quaderno attento a chiuderlo
-subito- prima che volino via con i fogli.
Mamma, guarda salgo sui tavoli
-per raggiungere il cielo-,
e corro veloce, e ancora più veloce
-perché il vento mi vuole sfidare-,
mamma, guarda, parlo con i miei amici
immaginari -hanno tutti gli occhi viola-,
e non dico il mio nome
e non voglio catene
-perché io reggo il sole-.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (3)
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Loretta Stefoni4 ottobre 2011
Come sempre versi molto particolari ... sempre intensi e significativi. Un modo di poetare molto suggestivo ed originale, che io apprezzo molto. Complimenti!
S
Sanzi4 ottobre 2011
... chiara... e, anche se è una poesia in tutto, ci vedo qualcosa della prosa, quel qualcosa che ti fa creare un personaggio (o più); non so se sono riuscita a spiegare cosa sento
m
mfm Luigi Mancini26 giugno 2012
Perché io reggo il sole. Grande prova di sensibilità e di forza pure. Versi che tradiscono gli adulti e soffiano aquiloni e lottano mostri e io li trovo molto belli. Grande Spurio.

