Perso e immobile
Antonio Farnace
1 poesie pubblicate
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Sono qui, arrivato alla fine
Del grande gioco
E ho finito tutte le mie carte.
Seduto medito sulla pazzia
La follia di una vita sprecata
La demenza di un'esistenza.
Trapassato da lame
Macerato dai rancori
Fatto a pezzi dalla stessa mia vita.
Ora dico addio a me
Ora dico addio al mondo
Ora scrivo alla mia dignità.
Andata via dal momento
Che la mia vita s'è preclusa
Alla speranza e alla carità.
L'inchiostro con cui scrivo
È sangue di mio dolore
La notte solo mi consola.
Il mio bicchiere di vino dalle mie mani
Scivola giù, e aspettando l'urto
Un silenzio interminabile.
E come sentenza
Funeste campane suonano
A mia disgrazia.
E mentre il camino è quasi spento
La fiamma si dibatte decisa
Ed io guardo imperterrito.
Mi alzo barcollando
Sentendomi i pesi delle sofferenze
Piangendo solo veleno.
Mi appoggio alla finestra
E ammiro la luna
Perla incastonata nelle tenebre.
Il silenzio mi circonda
Il vento mi sferza il viso
Il camino m'abbandona.
Mi perdo, nella mia mente,
non so più chi sono
e mi struggo e dispero.
Rimango in silenzio
I miei occhi fissi e inanimi
Guardo nel vuoto più eterno.
Mi annullo nel silenzio
Mi rovino attimo dopo attimo
Mi perdo pensiero dopo pensiero.
Cado sulle ginocchia segnate
Le mie mani consunte
Il mio corpo marcio pesante.
Nella mia mente
Non più pensieri
Il vuoto di una sconfitta.
Grido e vomito dolore
Mi accascio e guardo la finestra
Un ultimo sguardo, e di me non sarà più niente.
Noi tutti nasciamo guerrieri;
degli eroi contro la morte,
non vinti dalla nostra vita
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L'autore
Antonio Farnace
Commenti (1)
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Enrico De Marzo8 ottobre 2011
Quanta freschezza in queste parole, immagini pure che cercano libertà,un destino migliore, che come la luna, risplenda nelle tenebre... sembra un intenso flusso di coscienza che letteralmente investe chi ha la fortuna di leggere versi tanto belli... la chiusa poi è un gioiello di rara bellezza. Benvenuto!

