546 lettori online · 356.723 poesie · 7.565 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Uomini
Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Grazia Longo
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Uomini 7 ottobre 2011 · lettura 1 min · 3185 letture

Bukowski

Grazia Longo 1183 poesie pubblicate
+ Segui
Strappava nivei petali a morsi e ancor più nivea carne e con le unghie lacerava versi graffiti sulla sua pelle oscena e spine acuminate in cuore come spilli mortali sul fantoccio usato per uccider il sortilegio d'aver amato in fondo al cratere dell'odio estremo quel perdersi di fuggitiva lava nel ribollir di terra e seme.
♥ 0 💬 6
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

"Se mai dovessi parlare di amore e di stelle... uccidetemi." (C. Bukowski)

L'autore
Grazia Longo
Tutte le opere →

Commenti (6)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
EnzoL7 ottobre 2011

ho sempre apprezzato molto Bukò... e apprezzo molto questa tua, bello lo stille che hai usato... mi complimento

Gianpiero De Tomi7 ottobre 2011

Incarnazione dell'uomo con vizi e contraddizioni, ma il talento dell'osservazione dall'esclusivo punto di vista del poeta, e possiamo davvero chiamare maledetto, perché nulla gli restò sulla lingua o meglio, nella penna, e con accurata spietatezza, ci ritroviamo nelle sue opere a fissare noi stessi. Davvero una bella poesia, che coglie quell'animo sofferente, l'uomo con la sigaretta accesa, la birra in mano e la verità nel cuore che getta sul viso di tutti.

Alessio Falaschi7 ottobre 2011

non so se Hank avrebbe apprezzato l'aggettivo "niveo" magari accanto all'ultima parola "seme" ..."niveo seme"... non credo che avrebbe scritto "sborra calda" in inglese... mi è piaciuto l'esperimento di un testo delicato per questo poeta pulp, molto pulp, pure troppo

Lidia Filippi7 ottobre 2011

Bellissima, incisiva! Le parole scelte con cura sono graffianti, evocano immagini forti e riportano al grande Bukowski, al suo particolare modo di interpretare la vita.

M
Moreno Tonioni7 ottobre 2011

Buk da sempre mi incuriosisce e stimola nel suo irriverente e dissacrante narrare come nel suo smisurato senso del vivere. Approdo a questa poe della Longo grazie a un fortuito incontro su di un gruppo fb... piacevolmente fortuito direi, in quanto questa lirica mi ha subito avvolto e dolcemente guidato nell'attenta e squisita descrizione dell'autrice. Questa poesia dal ricercato linguaggio si presenta al lettore con la squisitezza di illuminate metafore concatenate e contigue. Uno tsunami narrativo che ben rispecchia la travolgente figura di Charles. Letta e assaporata con piacere.

A
Antonio Terracciano8 ottobre 2011

Uno dei maggiori piaceri dell'intelletto umano è quello di sentirsi (ogni tanto) una voce fuori dal coro. Mi sia permesso allora dire che una trentina di anni fa mi feci contagiare anch'io dalla "moda Bukowski" e, dopo averne letto, con una certa eccitazione, due libri ("Storie di ordinaria follia" e "Compagno di sbronze") , ne acquistai un terzo ("Taccuino di un vecchio porco") , che mi deluse alquanto e non portai mai a termine. Ora giacciono, tutti e tre, nel garage, cioè al cimitero. Adesso Bukowski mi appare essenzialmente (questione anche di gusti personali, che cambiano con l'età) come un romanziere dallo stile di terz'ordine, sopravvalutato come troppi altri prodotti americani, oltre che ossessivamente erotomane e alcoolizzato.