Bukowski

Commenti (6)
ho sempre apprezzato molto Bukò... e apprezzo molto questa tua, bello lo stille che hai usato... mi complimento
Incarnazione dell'uomo con vizi e contraddizioni, ma il talento dell'osservazione dall'esclusivo punto di vista del poeta, e possiamo davvero chiamare maledetto, perché nulla gli restò sulla lingua o meglio, nella penna, e con accurata spietatezza, ci ritroviamo nelle sue opere a fissare noi stessi. Davvero una bella poesia, che coglie quell'animo sofferente, l'uomo con la sigaretta accesa, la birra in mano e la verità nel cuore che getta sul viso di tutti.
non so se Hank avrebbe apprezzato l'aggettivo "niveo" magari accanto all'ultima parola "seme" ..."niveo seme"... non credo che avrebbe scritto "sborra calda" in inglese... mi è piaciuto l'esperimento di un testo delicato per questo poeta pulp, molto pulp, pure troppo
Bellissima, incisiva! Le parole scelte con cura sono graffianti, evocano immagini forti e riportano al grande Bukowski, al suo particolare modo di interpretare la vita.
Buk da sempre mi incuriosisce e stimola nel suo irriverente e dissacrante narrare come nel suo smisurato senso del vivere. Approdo a questa poe della Longo grazie a un fortuito incontro su di un gruppo fb... piacevolmente fortuito direi, in quanto questa lirica mi ha subito avvolto e dolcemente guidato nell'attenta e squisita descrizione dell'autrice. Questa poesia dal ricercato linguaggio si presenta al lettore con la squisitezza di illuminate metafore concatenate e contigue. Uno tsunami narrativo che ben rispecchia la travolgente figura di Charles. Letta e assaporata con piacere.
Uno dei maggiori piaceri dell'intelletto umano è quello di sentirsi (ogni tanto) una voce fuori dal coro. Mi sia permesso allora dire che una trentina di anni fa mi feci contagiare anch'io dalla "moda Bukowski" e, dopo averne letto, con una certa eccitazione, due libri ("Storie di ordinaria follia" e "Compagno di sbronze") , ne acquistai un terzo ("Taccuino di un vecchio porco") , che mi deluse alquanto e non portai mai a termine. Ora giacciono, tutti e tre, nel garage, cioè al cimitero. Adesso Bukowski mi appare essenzialmente (questione anche di gusti personali, che cambiano con l'età) come un romanziere dallo stile di terz'ordine, sopravvalutato come troppi altri prodotti americani, oltre che ossessivamente erotomane e alcoolizzato.




