Tante spine per una rosa
Ammesso e non concesso che ci sia
qualche invidioso di chi la poesia
riesce a fare in modo assai sublime,
di chi alla musa più si sente affine,
non conviene poi tanto biasimarlo:
non sa dell’esistenza di quel tarlo,
il tarlo che lavora nella mente
per produrre qualcosa di decente;
non sa che vive vita più tranquilla
chi non è punto mai da quella spilla
che agisce nei momenti inaspettati
e partorire fa versi adeguati.
Pessoa, Mallarmé, Leopardi, Dante,
per creare qualcosa d’importante,
per ritagliarsi un posto nella storia,
per procacciarsi la futura gloria,
non ebbero una vita fascinosa,
non colsero che spine con la rosa,
la quale tuttavia per sempre resta,
e a deliziare i posteri si presta.
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L'autore
Antonio Terracciano
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
Commenti (1)
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Rossi Alessio8 ottobre 2011
Come non condividere questa poesia che trovo molto saggia oltre che velatamente ironica! L'invidia è un brutta bestia, così si dice! Scritta in ottimo stile e metrica, la conservo
