591 lettori online · 358.738 poesie · 7.574 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Morte
Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Lunabionda Valentina Di Caro
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Morte 8 ottobre 2011 · lettura 1 min · 922 letture

Chiamami

Lunabionda Valentina Di Caro 452 poesie pubblicate
+ Segui
I miei ossequi Signora ché avendoti sempre rispettata merito il beneficio d' uno sconto per questa pena che seco mi trascino Ho la vita legata con un filo troppo lungo alla caviglia destra che claudicante ormai mostra segni di sano cedimento Cosa si prova a spirar da svegli? Quando potranno intrecciar le dita in una prece? Candele e corone attendono all'uscio incollonate come soldati in marcia verso il mio capezzale Devo apparecchiarmi forse con le braccia al petto? Vuoi che mi smunga con polvere di cera di marmo? Parla Signora muta... e zittiscimi nell'oblio di un cenno
♥ 0 💬 1
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Lunabionda Valentina Di Caro

O mi ami o mi odi!

Tutte le opere →

Commenti (1)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
M
Moreno Tonioni8 ottobre 2011

Leggo e rileggo con curiosità e piacere questo "diverso" narrare di morte. La Di Caro con un pizzico di squisito sarcasmo s'approccia alla figura della morte a viso aperto, rifiutando il sommesso e diffuso fare che normalmente viene adoperato nell'argomentato. Una poesia che con ironico ludo traccia l'immaginario di un attore probabilmente malato e sofferente, il quale guarda direttamente negli occhi la signora nera mentre pone lei domande cercando rassicurazioni sull'inevitabile divenire. Trovo questo testo piacevole nella forma e squisito nel linguaggio. Apprezzo particolarmente l'immagine a tergo, della quale mi dolgo non conoscerne l'autore, simile a Ray Casear nella tecnica ma assolutamente diverso nel messaggio, qui dolce e lieve.