Ultima Essenza
Luca Ventura
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Vidi un uomo zavorrato dalle sue paure
lo vidi legato polsi e piedi dai ricordi
tacito si lasciava divorare dai rimpianti
Risi di lui schernendo la sua condizione
impietoso lo guardai con mero disprezzo
illuso di scrutare ignorando di specchiarmi
Si aprì la coscienza sulla mia infermità
capii d'esser sordo in un mondo senza luce
volsi lo sguardo all'anima fingendo attenzione
E' chiaro del destino il giocare con la vita
il tempio di Apollo è ormai spoglio di tesori
non sibille ma menadi che danzano frenetiche
E' il battito del cuore donato all'incosciente
si aprono i miei occhi intravedo le tre erinni
capisco il vile gioco sorrido alla coscienza
Oscure figlie di Cromo e di un raggio di luna
arresto quel gioco di sussurrate menzongne
sorrido al destino m'è chiaro il suo disegno
Si spezzan catene, s'incendiano le corde
ormai del tuo vantaggio v'è solo ricordo
tirasti le corde sussurrando il mio nome
E' la forza che scorre nel cuore mio nuovo
dal plasma Efesto forgiata ha corazza
fornendomi l'arma, i miei nuovi sorrisi
Sorrido alla mia vita, felice del presente
non cerco nel mio ieri, ormai sogno il domani
è futuro che si innesta nel cuore mio rinato
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L'autore
Luca Ventura
Nato a Catania il lontano 18 dicembre del 1980, in un giorno qualsiasi per molti, ma non certo per mia madre... Un ragazzo come tanti, forse sarebbe meglio dire come troppi, la passione per la poesia la scopro all'età di 14 anni quando scrissi la mia prima poesia su uno stralcio di carta trovato dentro il portafogli
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