Nel silenzio
Di tenebra il fuori s'ammanta,
sentore di pioggia e di vuoto.
Un gatto spavaldo si vanta
e miagola insulti all'ignoto.
Abbraccio l'amico cuscino,
compagno di tante nottate
mi culla e ritorno bambino,
che arrivino in sogno le fate.
Ma già mi rigiro nervoso,
il troppo silenzio m'inquieta,
è come il tessuto adiposo
per chi vuole mettersi a dieta.
Dal panico inizio a sudare
sull'orlo son già del collasso,
"cuscino non mi abbandonare"
stanotte io rischio il trapasso.
Non sento più il fiero felino,
di pioggia neanche una goccia
mi trovo a invocare il mattino,
di luce e rumori una doccia.
Ma ecco sbucare dal nulla
la musica di un'autoradio
è questa la mia nuova culla
"cuscino ti aspetta l'armadio!!"
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Commenti (1)
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Citarei Loretta Margherita9 ottobre 2011
bella poesia scritta molto bene, complimenti apprezzatissima, notevole