Quelle lunghe notti
Lunabionda Valentina Di Caro
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Rotolo intrappolata nel tessuto e nella trama
di lenzuola divenute ormai sudario
simulacro di bandiere sbiadite
stese ad un sole che non asciuga più
Quel respiro che una volta mi cullava
sibila adesso come violino stonato
e sulle sue corde trascina il mio delirio
come incessante e ridondante latrato
Una stasi disarmante il tuo profilo
nell'oscenità della tua calma apparente
siamo ombre cinesi in esilio forzato
proiettate su pareti imbrattate di rosso
Nove metri quadri di prigione
noi tumefatti pugili sul ring
nel quadrato delle nostre incomprensioni
consumiamo lo sbadiglio dell'ultimo cuscino
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