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Sociale 13 ottobre 2011 · lettura 1 min · 3243 letture

Poveri di oggi

Silvia De Angelis 1090 poesie pubblicate
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è un rovistare forzosamente nel recipiente stracolmo di mucillagini avariate mischiate a chincaglie maleodoranti... mulinano nelle mani addestrate ad acciuffare scorie viventi o avvizzite nella strada accidentata ove pusillanimi e snob ringalluzziti sfogliano corolle odorose nello sfarzo d'avvolgente primavera boicottando ruvidi inverni di coloro che hanno suole di pelle nell'asfalto ricamato di gelo
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Silvia De Angelis
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Commenti (23)

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Si poteva pensare benissimo che poveri oggi non ce ne sono più,ma non è così purtroppo. Ci sono persone che vivono costantemente nella precarietà,e cosa fa la nostra società del benessere? Rende sempre più povero chi lo è già.Poesia molto bella e apprezzata

C

purtroppo oggi causa la crisi sono in aumento le persone disagiate, anche se è un problema, che sempre vi è stato, ma che solo oggi viene alla ribalta della cronaca, complimenti , notevole poesia

EnzoL13 ottobre 2011

spesso queste figure... penzolanti, che rovistano affannosamente nei rifiuti ci ricordano la triste e dura realtà delle cose... la caducità di tutto questo meccanismo che ci attornia, ci controlla... guardare questa gente è come un sibillino schiaffo... ci mostra che potrebbe essere... potrebbe accadere... una società democratica che nel 2011 permette ancora bambini che muoiono per inedia nei paesi più svantaggiati e persone che per vari motivi si ritrovano di fronte ai cassonetti... beh ...qualcosa è andato storto... è questa la verità cruda... abbiamo sbagliato tutto... abbiamo e continuiamo a sbagliare direzione... la strada è senza uscita e prima o poi... capolinea... ottimo testo crudo e vero da segnalare

Duilio Martino13 ottobre 2011

E' bellissima Silvia e le metafore sono davvero eccellenti. Altissimo il contenuto... A volte vorrei che si tornasse molto indietro nel tempo quando i "galluzzi" dovevano temere almeno di perdere la TESTA... Ora sembra solo un inestricabile groviglio che non permette di venirne fuori.

f
filiberto13 ottobre 2011

Bella l'antitesi tra l'infinita primavera di chi ha e l'eterno inverno di chi non ha nulla. Un'immagine di povertà che colpisce questa affannosa ricerca in ciò che altri rifiutano. Versi come di consueto ricercati e fascinosi. Molto apprezzata, segnalata e fiocco.

S
Sadness13 ottobre 2011

Per me i barboni sono speciali, sono magici ... lo so che posso apparire fuori di testa, ma è quello che ho sempre pensato; sono ammirata dal mondo che hanno in testa e molti di loro lo diventano per scelta (esperienza personale), ad avere l'opportunità di un lavoro ed un degno riparo scelgono "il ponte" rinunciando al calore consapevoli dell'incognito futuro, ottima tematica, lirica apprezzata molto

Maria Rosa Cugudda13 ottobre 2011

versi eccelsi, per una tematica a dir poco nobile! i poveri ... persone di notevole dignità, poco si lamenteno e molto insegnano, anche se poco spazio viene loro concesso. Condivisa e sentita profondamente!

Giovanni Chianese13 ottobre 2011

Sotto occhi indiscreti di una società consumistica, che fa sfarzo del suo vergognoso spreco, si perpetua fra rifiuti il logorare di un esistere precario, indigente, derelitto. Una classe snobbata da musi cagneschi, come una feccia da colata borghese, continua a sopravvivere nei sottoponti, nelle stazioni e fra il degrado di vicoli nascosti. Una vergogna a cielo aperto fra città metropolitane abitate da umanità senza occhi né pudore. Immagini agghiaccianti di una realtà quotidiana apparentemente invisibile in una lirica eccelsa a denunciare l'indifferenza nei confronti di chi soffre per la propria condizione.

Luigi Arcopinto13 ottobre 2011

La dura realtà dei nostri giorni... Lirica piaciutissima, complimenti poetessa!

Idalgo Visconti13 ottobre 2011

Dura realtà, della quale non possiamo non sentirci corresponsabili... anche se pur abbraccia problemi di sottocultura... Redatta come sempre con ricercatezza ed eleganza. Brava Silvia

Antonio Biancolillo13 ottobre 2011

Una bella riflessione... un tema che è molto attuale e lo sivive ogni giorno sempre di più...una povertà galoppante... in cui i più deboli restano invischiati... siano essi adulti che giovani vite... messi faccia a faccia con questa crisi che non risparmia nessuno... Certo che fa male alla sensibilità di chi osserva e alla violentata dignità di quelli che subiscono... Grande carattere nella stesura dei versi... arriva tutta l'incognita dei giorni... Molto apprezzata...

Emanuele Martina13 ottobre 2011

una riflessione intensa ed interessante, molto condivisa, una situazione economica che non potrà contunuare a lungo... complimenti per la lirica

lady oscar13 ottobre 2011

...dura realtà molto triste che sottolinea, purtroppo, una società d' ingiustizia improntata allo spreco, attorniata da gente che non possiede nulla, costretta a rovistare nei rifiuti, nel superfluo di chi ha tanto. Profondi e apprezzati versi.

Rita Stanzione13 ottobre 2011

quanti per sopravvivere si riducono a questa realtà, tristissima... apprezzatissimi versi che la evidenziano, con una splendida forma

Berta Biagini13 ottobre 2011

Eppure giriamo la testa dall'altra parte quando assistiamo a simili scene – come se ci vergognassimo di quanto accade ai nostri occhi – il colmo dei colmi è il vedere il sorriso di queste persone quando riescono a raggranellare qualcosa – anche bere l'ultima goccia di un caffè rimasto nel bicchierino rende per loro fantastico quell'istante.

Garbofania14 ottobre 2011

Nulla da aggiungere a ciò che è già stato detto. Ma "l'asfalto ricamato di gelo"è costellato solo di parole e non dai fatti. Pena infinita e mai un gesto concreto, reale, un grido coraggioso di ribellione. Chi ha fame vuole mangiare, ancor prima di essere compreso. Colpita e provocata come sempre dai versi dell'Autrice, mi scuso per la mia arroganza...

A
Arelys Agostini14 ottobre 2011

Caminamos por un mundo donde todo es equivocado. Lamentablemente y quizás parezca exagerado, pero la pobreza esta visitando mas seguido a muchos hogares en el mundo. De las clases sociales, A, B y C, solo queda el rumor ... La A se hizo mas poderosa, la B paso al escalón C y los que estaban en este escalón pasaron a lo extremo, eso personajes que vemos cada día en las calles buscando y pidiendo para poder comer. Lírica que he apreciado leer. Complimenti

Cinzia Gargiulo14 ottobre 2011

C'è troppa ingiustizia nel mondo, chi ha troppo e spreca e chi muore di fame e la via di mezzo si sta sempre più assottigliando per cui si stanno delineando nuove forme di povertà in conseguenza della grave crisi eonomica. Poesia ben scritta che delinea in modo incisivo una cruda realtà, molto apprezzata.

Giulia Gabbia14 ottobre 2011

Non posso che chinare il capo davanti ad un grande poeta...

Rossi Alessio14 ottobre 2011

Una realtà crudele che troppo spesso mi è capitato di vedere e che ogni volta provoca un sussulto al cuore. Fa male vedere persone costrette a raccogliere avanzi per vivere mentre ce ne sono molte altre che sprecano senza ritegno e hanno molto più di quel che meritano. Ammirato, complimenti

Midesa14 ottobre 2011

la tristezza della precarieta' che ci pone alla stregua di animali in cerca d'avanzi uomini che hanno perduto dignita' di vita... molto apprezzata

rosanna gazzaniga16 ottobre 2011

Una poesia toccante, e una chiusa che mi ha emozionata:...coloro che hanno SUOLE DI PELLE nell'asfalto ricamato di gelo. Questo pensiero è straziante, perché è così vero! Versi che incidono l'anima!

Ela Gentile9 maggio 2012

Versi profondi, intensi e veri che fanno muovere i pensieri. Apprezzo infinitamente questa poesia che mi piace molto. Complimenti Silvia1