Le panche al parco
Una vena solare
fra viottoli indecisi
e sguardi nodosi d'arbusti.
Perso in grovigli,
trecce di spine a pioggia
fra le chiome battenti
dell'ansia meridiana.
Non è tempo di parlare,
ogni rosa alla sua gloria
se ne fossero attorno.
Seduto estenuato
nelle troppe atmosfere
dei canti a se stanti.
Danzano gli occhi
fermi a un mondo in cartapesta,
corrono lenti per versi.
©
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L'autore
luigi88
Sono voce e volto (purtroppo) di una follia in ascesa continua...il resto chi vorrà, potrà leggerlo, ma senza troppa cura.....
Commenti (1)
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Clara Gismondi18 ottobre 2011
Credo proprio che tu sia , indipendentemente da quello che scrivi. Anche oggi hai scitto una poesia che mi ingarbuglia, mi seduce, che danza... Suoni, ritmo e una grande abilità!

