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Riflessioni 17 ottobre 2011 · lettura 1 min · 3643 letture

Siamo colpevoli

Patrizia Ensoli 1223 poesie pubblicate
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Fermo nell’iride vapore nostalgico di un lago triste sul filo dell’acqua, barchette di carta affondano tra mente e cuore negli angoli, gocce di sangue distillano la soglia estrema, d’orgoglio e dolore là dove siamo stati inabili a seminare fiori e coltivare frutteti avidi di noi nell’egoistico io sparando all’amore.
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L'autore
Patrizia Ensoli

Solo una donna, nient’altro

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Commenti (11)

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unaqualsiasi17 ottobre 2011

aggiungerei "spesso, con proiettili d'ipocrisia"... a volte, invece, è l'amore a ucciderci...

Silvia De Angelis17 ottobre 2011

E' quell'amarezza che si fa sentire forte, alla fine d'un rapporto inabile a crescere e a donare quelle aspettative iniziali che l'anima aveva fortemente sognato... Versi piaciutissimi

EnzoL17 ottobre 2011

e già... sono orribili questi momenti... avere la certezza e il senso della distruzione di una cosa che sembrava pura ed immutabile... orrendo...

C

molto dura ma anche molto veritiera, ben descritte le dolorose sensazioni, splendida complimenti

Idalgo Visconti17 ottobre 2011

Domandiamoci anche cosa ci rende così incapaci di seminare amore mentre seminiamo egoismo come gramigna... Sarà paura? sarà ignoranza? egoismo innato? o cause di forza maggiore...? Io non saprei indicare una ragione... e credo che sia molto difficile anche identificarla... La lirica è stilata con il tuo solito apprezzatissimo stile. Piaciuta veramente!

versi meravigliosi ma che attanagliano la vita... momenti tristi d'essa... il cui naufragare... spegne gli orizzonti del cuore... CHE MERAVIGLIA... MI INEBRIA LA SPLENDIDA POETICA INCULCATA IN MERAVIGLIOSA POESIA... COMPLIMENTISSIMI è STUPENDA

P
Paolo Morganti17 ottobre 2011

Tanto narcisismo non porterà mai il cuore verso l'amore, ci si inaridisce nella contemplazione egoistica di se stessi .

Enrico Baiocchi17 ottobre 2011

Un drammatico e sincero mea- culpa, che denuncia l'indifferenza e la stupidità di una generazione che ha pensato solo a costruire barchette di carta, incapaci di navigare in un mare tempestoso, e priva anche di giubbotti di salvataggio. Ma una generazione a cui non credo l'autrice appartenga. Complimenti condivisa e molto apprezzata sia nel contenuto che nella stesura.

S
Sadness18 ottobre 2011

Lettura che trasmette una pacata considerazione sulla vita dei giorni d'oggi dove tirando le somme ci si accorge che i conti non tornano, troppe barchette affondate ... troppa aridità nei cuori, troppa presunzione; ricercata disperata di valori sani in via d'estinzione, bella lettura

Rossi Alessio18 ottobre 2011

Poesia riflessiva e profonda, si avverte un senso di malinconia e rassegnazione molto forte. Ottime le metafore. Lirica apprezzatissima, complimenti

Manola Gini19 ottobre 2011

Costruiamo barchette di carta, andando avanti senza vedere chi c'è accanto sempre avanti sparando all'amore perfino. Non ci accorgiamo più di niente. Dura, nostalgica e aggiungo splendida riflessione che condivido.