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Morte 17 ottobre 2011 · lettura 3 min · 2920 letture

Morire bambino rincorrendo un pallone in un campo (di mine e non di calcio)

Bruno Leopardi 769 poesie pubblicate
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Ho scavalcato le montagne in spalla sempre il mio dolore gli occhi gonfi come spugne e la tristezza dentro al cuore. Ho perso il conto delle ore rimasto solo sul mio ponte li a pensare, organizzare la fine di una vita assente. Ed ho parlato anche con Dio l'ho fatto in quasi tutte le lingue perché capisse il dolore mio che tu lo sai, neanche la morte estingue. Ho anche tentato un'altra via quella da lupo solitario che non lascia indietro alcuna scia e spegne il tempo in un sudario. Ma non è facile mi credi riuscire a vivere da morto negli occhi tutto quel che vedi e dentro un uomo mai risorto. E adesso, dimmi tu da amico dimmi che altro io potevo fare: da quando è morto il mio bambino io non riesco più a campare. Adesso, io fermo il mio destino ma Tu, mio Dio, non farli più morire per questa guerra dei signori fatta per consumare il mondo e poi, spartirselo tra pari seduti a un tavolo rotondo. Io, il mio bambino l'ho difeso in ogni dove. Ho fatto col mio corpo scudo ma dove ero, in quale altrove quando lui è stato colpito? Era un bambino coi suoi sogni viso di Angelo giù in terra vita ridotta a fame e pugni per sopravvivere alla guerra. L'ho raccolto che era a pezzi proprio davanti casa mia saltato in aria mentre giocavan tra ragazzi con un pallone: c'era una mina sulla via. Ed adesso, cosa posso fare ora che il mio Angelo l'ho perso io, non mi posso abituare mi resta solo questo passo. Però, prima di farlo io Ti chiedo a Te, che mi sei stato sempre vicino a Te che incessantemente prego: salvali quelli come il mio bambino. O, Dio dei celi e della terra loro son quelli che c'entrano zero con questa strafottuta guerra ma, del prezzo pagano il più caro. E, nel contempo, io ti prego, di quei potenti Tu decreta fine! Loro che per soldi o per comando vanno mettendo bombe e mine. Spazzali via quei generali a cinque stelle ladri del loro giovane futuro che vivono sulla loro pelle salvando sempre il loro culo. Adesso, volo giù dal ponte per metter fine, adesso a questa mia vita da niente.
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Quanti bambini nel mondo muoiono sulle mine dei grandi. Per colpa di una guerra che serve solo ad arricchire i produttori di armi e mine (compreso il mio paese, l'Italia) ed avere l'egemonia sulle risorse pregiate, da parte di pochi. Ho cercato di scrivere il dolore di un padre nel trovare il figlio morto su una mina . Ti amo, figlio mio che sei morto bambino su una mina. Figlio mio si, come fossi tuo padre, anche se non sono io che ti ho generato. Ti chiedo perdono Angelo nel cielo di Dio in nome degli uomini giusti che sono inermi davanti a tutto questo.

L'autore
Bruno Leopardi
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Commenti (6)

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Giovanni Chianese16 gennaio 2012

Lirica molto sentita! Versi scorrevoli e commoventi a descrivere una realtà vergognosa. Segnano l'anima di dolore e squarciano il cuore come una fitta di un pugnale. L'autore ha aperto una strada alquanto scomoda da praticare, poiché gli interessi di un potere economico sommergono questa scottante tematica nella sua gelida tristezza.

francesca maria soriani11 settembre 2012

come sl solito questo autore ci regala un fiume di emozioni, amare in questa stupenda lirica, dove si sente il suo cuore palpitante da cui sgorga POESIA. E' un coinvolgimento il dolore del padre, è una commovente preghiera, è una giusta e condivisa indignazione contro i signori della guerra che si spartiscono torte insanguinate di giovanissime morti e di dolori che trapassano ilcuore dell'Eterno.

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rstorace12 settembre 2012

questi profondi versi ci ricordano le nostre responsabilità nei confronti di chi è indifeso e non ha scelto di vivere in un mondo così... perché i bambini sono il fututo e quindi sono figli di tutti!!!!

Duilio Martino13 settembre 2012

Poderosa lirica che affronta un problema sempre attuale e che spesso lo si ripone in un angolo buio della coscienza umana! Piaciutissima!

Laura Maira13 settembre 2012

Una lirica di gran respiro veramente, di grande spessore etico e sociale, di grande valore. Piange il cuore al pensare a quante piccole vite innocenti stroncate da un'insensata guerra, a quanto spreco di vita preziosa. A questo dolore non si sa come reagire e rispondere. Toccante, commovente e bellissima. Come sempre quest'Autore si distingue per la sua grande sensibilita' e profondita' d'animo. Apprezzatissima, complimenti

Paola Galli15 luglio 2014

tra rabbia, indignazione e commozione questi versi scorrono portando dolore, quello di esseri umani come noi che devono pagare il prezzo d'esser nati in una terra che non conosce pace! tutti noi uniti nella poesia dedichiamo le nostre lacrime a queste innocenti vittime d'un girotondo assurdo, senza fine e senza giustificazione!