Ailis
Roberta Viotti
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Ailis è strana... si sibilava...
con quegli occhi così tormentati
tra fiamma e ghiaccio e fiducia e diffidenza
così d'inquieto che non li vuoi incontrare
Lei è diversa... si mormorava...
avanza scalza tra gelo e deserto
su pietre aguzze e parole scagliate
ma senza brivido senza lamento
E' una strega... si lapidava...
con quella voce vestita di caldo
che ha mani morbide e gocce di miele
come un unguento a lenire le pene
E' il demonio... si condannava...
con quei capelli così arrabbiati
che vita sembrano succhiare al tempo
quando chi l'ama la fa volteggiare
Così piegarono la sua essenza
dentro a uno scrigno di maldicenza
il suono arsero dalla sua gola
e chiodi d'astio piantarono al cuore
Ma non c'è carcere per la ragione
né serratura che possa esiliare
chi essere vuole per come è creato
e sul suo amore non teme sentenza
Ed ogni palpito corrose quel ferro
sporco del sangue del condannato
da chi ai confini non mette misura
o arde di sete per ciò che è negato
Sembrò uno sciame di note e pensieri
a chi la vide levarsi di lampo
sciolse le braccia dai pesi del nulla
ai piedi ali che nessuno vedeva
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Roberta Viotti
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