Dove s’annida la poesia
E’ lì che ben s’annida la poesia:
dove legge non può legiferare,
in ciò che la salute non sa dare,
negli amori finiti, malandati,
od in quelli soltanto immaginati;
nell’animale ucciso, poverino,
nel pianto sconsolato di un bambino,
nell’esistenza che procede storta,
nell’impotente attesa di una svolta;
nei sogni che non hanno via d’uscita,
nelle miserie della nostra vita,
nel popolo e nell’uomo che è sconfitto,
in chi su questa terra sta in affitto;
in quelli che non hanno argenti ed ori
e che dal ricco mondo sono fuori,
ma regalargli sanno qualche strenna
con l’aiuto di un foglio e di una penna.
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
A
Tutte le opere →
L'autore
Antonio Terracciano
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
l
luca muzzioli30 ottobre 2014
Bellissima! Proprio bellissima! E vera. La poesia si annida, come un demone. La poesia è squilibrio, dolore, paura. La poesia rifugge i vincitori. I primi versi mi hanno ricordato quella meravigliosa canzone che si chiama "Oh! Che sarà" quando dice "quel che non ha governo, né mai ce l'avrà, quel che non ha vergogna, né mai ce l'avrà, quel che non ha giudizio." Ringrazio il poeta per questi versi così eleganti .