Anima e Corpo
Anima e Corpo, salutate!
Addio compagni. Il garofano rosso ha unito le sue foglie con quelle dell'alloro
ed ora queste paiono petali di sangue.
Anima e Corpo, decidete
quali quadri appenderemo alle pareti della cappella
perché il nero sia meno nero...
...l'acqua del mare più non raggiunge l'impronta dei miei piedi di ragazzo
e, ritirandosi, neppure mi ha lasciato la conchiglia del ricordo...
Anima e Corpo, guardatevi d'intorno un'altra volta:
tutta la mia Milano e le sue case e le sue guglie ed i suoi gesti d'ogni giorno...
...perché qualcuno ha versato fieno sopra il rosso dei papaveri
e le chitarre della sera hanno taciuto all'improvviso?...
Anima e Corpo, concentratevi! Sotto la pelle
gli spilli della paura non debbono distogliervi dalla canzone sanguinante...
...la gazza è scesa a compromesso con l'eremita
e, forse, potrà di nuovo frequentare la sua grotta...
Anima e Corpo, accarezzate!
Accarezzate un'ultima volta il bianco seno della primavera
sino a che torni verde perché non voglio un solo colore
ora che la corda del cantino si è spezzata e, dal mare,
si è levato all'orizzonte il pesce luna...
Anima e Corpo, con amore,
ma non così follemente l'oceano a premer sulla terra...
...e le mie braccia alzate... io, si, mi arrendo...
Anima e Corpo perché insistete?
Per quanto tempo ancora dovrò con Voi mercanteggiar della mia vita...
...sopra il pruneto mi è parso d'udire una campana
e, nella notte, una culla ha dondolato senza fine...
Anima e Corpo, ricordate?
America, India, Cina e ciò che non abbiamo mai veduto:
la Luna, Marte ed i giacimenti del Gallo d'oro...
Anima e Corpo, dimenticate!
Dimenticate questa società di messianiche promesse,
voce robusta d'un albero possente pronto a cadere al soffio di un infante...
Anima e Corpo, questo non posso sopportarlo!
Non posso sopportare che la scure sia scesa sopra un filo d'erba
e questo sanguini amore, abbracciato ad una roccia.
Anima e Corpo, rassegnatevi.
Per la mia Morte voglio solo un pugno di sabbia
e questo muschio finto che le nubi dei ricordi ancor non hanno fecondato.
Oggi è il primo giorno del mio sessantesimo anno.
...e Tu, battelliere, stacca il timone da questa tua barca di betulla e ponici l'aratro
ed apri questo campo di poeti morti, di filosofi stanchi, di analfabeti saccenti...
Forse, solo così, per te, mio Corpo, troverò morbide zolle
in cui tu possa alfine riposare.
...ma Tu, anima mia, non chiedermi di seguirti.
Oggi, finalmente, son io che decido.
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L'autore
Aledam
Ho volutamente cancellato precedenti notizie che non giudico più essenziali e che derivavano dal fatto che, sul Web, compaiono Aledam che non son io. Il mio ALEDAM non è che un acronimo tra il mio nome e cognome: ....ale Dam... Sono un milanese ora trapiantato a Monza Scrivo da sempre.
Commenti (1)
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Anna Maria Obadon20 ottobre 2011
Ritorno sui miei passi e confermo che c'era veramente " bisogno" di una bella poesia... diciamo all'Ungaretti. Si ne sentivo la mancanza.
