Non gioire. (Rais Muammar Gheddafi è morto)
Il mio nome è Salvatore Ambrosino, gli amici mi chiamano Satos, sono nato a Caracas- Venezuela – nel 1961 e nel 1964 i miei genitori si sono trasferiti in Italia nella zona Vesuviana a Saviano provincia di Napoli dove ho vissuto con la mia famiglia fino a 20 anni. Ho un diploma conseguito nel 1979 a Pomigliano d’Arco
Commenti (4)
...mi aspettavo che si celebrasse in parole (scontate) anche questo... chissà... forse se fossero morte persone a noi care per suo ordine saremmo meno propensi a tanta 'umanità'...
Forse Dio a volte, ci dovrebbe risparmiare la presenza di un fratello così. Di questo passo, perdoniamo anche Hitler e Bin Laden. Non mi trovo in accordo con questo scritto.
condivido appieno il sentimento dell'Autore, che in questa sua esprime benissimo, sotto forma di monito a non gioire d'una morte... una morte è sempre una vita terrena che si spegne, la fine d'un'occasione, che come in questi casi, è stata gettata via nell'inutilità del male... vi saranno altre strade da percorrere per quell'anima infelice, non sta a noi mortali giudicare... tutto ciò amareggia e lascia profonda tristezza... lirica davvero apprezzata per il messaggio e lo stile diretto
Sono capitato quasi per caso nuovamente su questa poesia, e devo riconoscere che, all'indomani di quel barbaro assassinio, l'autore era stato profetico. Ci invitava a non gioire per la morte del dittatore: ora, a distanza di più di tre anni, tutti i commentatori più autorevoli sono d'accordo nel ritenere che l'aggressione alla Libia fu sbagliata, perché la passò dalle mani del Rais a quelle di individui ben più feroci, i rappresentanti dell'Isis, che il dittatore, se ancora al potere, avrebbe senz'altro combattuto. Ora abbiamo i nemici (quelli veri e affamati di sangue!) a duecento miglia dalle nostre coste: ha dato davvero un "bel" risultato la guerra a Gheddafi!



