Anime erranti (Costretti a scappare)

E’ buio,
le nubi sono basse,
anime erranti
voci sommesse
pianti di bambino
lamenti di donna.
Cosa sarà mai?
Avanzano a stento
sorrette su legno marcio
in balìa delle onde,
madri di sogni e di speranza.
Più denso il buio.
Ecco, adesso le odo
sono ancora più forti,
poi il silenzio
inghiottite le voci
dal loro stesso sogno
sostenitore e carnefice
di carni già martoriate
che trovano l’eterna pace
nel grembo della loro visione.
Discendono lentamente
gli occhi sbarrati
un ultimo urlo
le mani tese verso l’alto,
nessuno può aiutarle.
Ora, distese dormienti
nelle acque del delirio
su morbida sabbia
respirano l’odore del mare.
Le voci ancor più dimesse
lamenti deformi, metallici versi
spezzati da triste sofferenza.
Perché?
Nessuno può dar risposta.
Ecco, d’improvviso
una fievole luce apparire,
si ridestano
le anime dormienti
soccorrono i fratelli,
una luce travolge la barca
e la muove sulla sponda.
Esuli si voltano
e ora, col piede fermo
tendendo la mano
a chi non ce l’ha fatta.
La luce si ritrae
affonda verso il basso
si perde negli abissi.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
f
filiberto22 ottobre 2011
E poi la luce ... Questa volta una luce che porta negli abissi. Un dramma dei nostri giorni del quale non si prevedere la fine. Versi che toccano nella loro struggente sensibilità. Complimenti.