Pugni verso il cielo

Passeggiano sulla strada,
dentro la nebbia,
nella città,
vendono il piacere
senza dare sentimento,
con il tormento
di non avere la libertà...
Legate a una catena,
come cani
non possono parlare,
pregano in silenzio
il loro dio
con una grande voglia
di scappare.
Vendono fumo
e polvere bianca
fuori dalla scuola
lungo i vicoli
dentro i parchi…
qualcuno li aspetta,
alla fermata del tram,
dentro i bar.
Dall’alto arriva la merce
arriva il comando
l’ordine del fare
del distribuire
e non ti puoi ribellare.
Seduti sui gradini della chiesa,
all’alba con gli occhi ancora chiusi,
e la piazza ancora buia,
aspettano un lavoro,
aspettano quel camioncino
che li porta lontano….
nei campi a lavorare,
nei cantieri a costruire….
per due lire,
due misere lire,
sufficienti appena per mangiare
e dormire nelle cloache della città.
Alziamo i pugni al cielo,
come liberazione,
tagliamo le catene
che legano milioni di persone,
gridiamo al vento la nostra ribellione……
raggiunga ogni regione,
ogni nazione.
La libertà diventi partecipazione,
finalmente i delinquenti
e i mafiosi
mettiamoli in prigione,
cancelliamo l’antica cultura
troviamo la giusta misura
per vivere in pace.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
F
Tutte le opere →
L'autore
Fulvio Beati
La poesia è un quadro con tanti colori ... ogni colore è una sensazione ogni sfumatura un desiderio lo sfondo è la pace del nostro cuore e della nostra anima
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!