Soldati cosacchi
L'inverno,
la sua effimera,
morbida e gelata
morte:
soldati cosacchi,
questi anni,
a ogni autunno,
sulla marcia,
uno cade stremato
a faccia in giù
nella neve.
E così avanza il tempo,
che per un attimo
l'inverno ci illuse
di averlo ghiacciato
in una foglia di bioccio.
Un mattino di tiepido sole
e l'inverno è smarrito,
mi rimane soltanto l'orrore
della caducità del caduco.
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Commenti (1)
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Marilena19 novembre 2006
Il tempo è sovrano di ogni stagione che passa.che.si crede forte.ma.. cade in realtà alla fine sotto la sua spinta.. e avanti un altro inverno e un altro ancora... la mia è una libera interpretazione di questo scritto molto originale... Marilena