Danza la notte
Enrico De Marzo
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Danza di luna,
falce bastarda,
trionfo di lame
su vita beffarda.
Danza rapido
lo stiletto,
membra violacee
par corteggiare,
affondo su affondo
il mio ghigno fa affiorare.
Morir è facile,
vigliacco è il vivere
bevendo lacrime
mai celate,
nutrendosi
d'un respiro senza piacere
che annaspa e s'incrina
al tiranno mattino.
Goccia dopo goccia
un pensiero viene meno,
tende a riflettersi
in un mare nero.
Danza con la luna
il mio corpo morente,
senz'anima riflette
emozioni avverse,
trionfa il silenzio
che sa ascoltare,
attende la notte
nuovo commensale.
Così il cuore
ritorna puro,
così il respiro
riprende valore.
Eccoti ora,
abbandonar
fragili membra,
tu vita misera
mai voluta,
vita tiranna
che illude e toglie.
Danza
l'anima cieca
può gioire,
dell'ultimo battito imposto,
estremo inganno della vita,
or esiliata e muta.
...eccomi dolce notte,
finalmente libero...
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Enrico De Marzo
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