Bruciava, inondando le strade
Giorgia Spurio
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Hanno tetti di cartapesta,
i treni, -sulla nostra testa-.
E diventa bianca, la pioggia
una corsa contro il tempo
-contro le sirene delle sue ambulanze,
e i fari accecanti sulle autostrade-.
Hanno capelli morbidi,
le bambine dormono,
le madri si stringono a maglioni
-sfilacciati- alle finestre
dove la luna perde strati
-come gomitoli di lana-.
Hanno –bianche- le facce
-gli specchietti ai fianchi-,
mentre ti ricordavo,
forse azzurra la luce
sulle gote e il collo,
e gli occhi chiusi,
in auto mentre ti accarezzavo,
e ti dicevo che tutto andava bene,
-che se volevi piangere,
potevi farlo, il pianto,
lì sotto i cipressi dell’ospedale-.
Ma bruciava,
-Dio, quanto bruciava- quella pioggia.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (3)
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S
Sanzi23 ottobre 2011
... bella poesia...; riguardo ai v. 9-12 mi è venuto di pensare che sono così alle volte anche quelle che non sono madri... bellissimi quei versi. Nei versi finali, al di là della situazione specifica, credo non facile qualunque fosse, ci rivedo tanti momenti nella vita delle persone... apprezzata, direi.
Rossi Alessio24 ottobre 2011
Una poesia bellissima e commovente. Profondamente colpito dal verso 13 in poi. Complimenti, la conservo
alessandro mazzeo24 ottobre 2011
Una poesia coinvolgente... dotata di una grande forza espressiva... segnalo e conservo!


